Epigrafia Medievale Farfa
Sette anni resistette l'Abbate Pietro I con le sue milizie e, alla fine, divisi monaci e tesoro in tre parti, abbandonò Farfa. Grottaferrata e Farfa – dalla quale proviene un manoscritto copiato nel XII sec.
Per comprendere l'importanza economica di Farfa basti pensare che nel terzo decennio del IX secolo, sotto l'Abbate Ingoaldo, essa possedeva una nave commerciale esentata dai dazi dei porti dell'impero carolingio.
Duca Farfa divenne un piccolo stato autonomo tra il patrimonio di San Pietro e il Ducato longobardo. De ludis saecularibus, l'Epistula Vespasiani ad Saborenes (in Spagna), Domitiani ad Falerienses (in Italia), ed infine - oltre ai Fasti - l'Edictum Constantini de accusationibus (in Asia), indurranno Antonio Augustino a pubblicare a Roma nel 1583 l'opera De legibus et senatusconsultis, prima vera silloge di epigrafia giuridica, destinata a chiudere un'epoca d'"invisibilità delle epigrafi", ma non ancora veramente predisposta ad un corretto impiego storico-giuridico di tali testimonianze. Farfa, è opportuno visitare il villaggetto con case a schiera di eguale altezza. Atti del Seminario La ceramica graffita medievale e rinascimentale nel Veneto. Il prezioso reperto, non ancora completamente interpretato, fu rinvenuto nel marzo del 1982 nell'alveo del torrente Farfa. Paradossalmente gli viene attribuito il primo trattato di epigrafia (De marmoreis Volturrhenis tabulis del 1492-3), interamente basato su testi inventati. Berardo I (1047 - 1089) Farfa riassume i caratteri di Abbazia imperiale e nella lotta per le investiture si schiera contro i Papi e a favore di Enrico IV con la conseguenza che, nel 1097, i monaci decidono, per motivi di sicurezza, di trasferire il complesso abbaziale sul sovrastante monte Acuziano, dove ancora oggi sono visibili le imponenti rovine dell'opera iniziata e mai finita. Farfa, è opportuno visitare il villaggetto con case a schiera di eguale altezza. Con Berardo I (1047 -1089) Farfa riassume i caratteri di Abbazia imperiale e nella lotta per le investiture si schiera contro i Papi e a favore di Enrico IV con la conseguenza che, nel 1097, i monaci decidono, per motivi di sicurezza, di trasferire il complesso abbaziale sul sovrastante monte Acuziano, dove ancora oggi sono visibili le imponenti rovine dell'opera iniziata e mai finita. Famiglia Bertini narra che l’anziana antenata Bertini in punto di morte chiamò, per l’estremo conforto, un monaco di Farfa. Sette anni resistette l'Abbate Pietro I con le sue milizie e, alla fine, divisi monaci e tesoro in tre parti, abbandonò Farfa. Cippo di Cures, unico esemplare di epigrafia sabina su pietra della fine VI sec. Farfa si ebbe per opera dell'Abbate Ugo I (997 -1038), non a caso con il contemporaneo rilancio imperiale ad opera della dinastia degli Ottoni. Per comprendere l'importanza economica di Farfa basti pensare che nel terzo decennio del IX secolo, sotto l'Abbate Ingoaldo, essa possedeva una nave commerciale esentata dai dazi dei porti dell'impero carolingio. Il prezioso reperto, non ancora completamen-te interpretato, fu rinvenuto nel marzo del 1982 nell'alveo del torrente Farfa. Dei tre gruppi il primo fondò Santa Vittoria di Matenano nelle Marche, il secondo fu trucidato a Rieti dai Saraceni e il terzo, che si era salvato a Roma, passato il pericolo tornò a Farfa sotto la guida di Ratfredo che, divenuto Abbate, nel 913 completò la chiesa.L'Abbazia di Farfa è uno dei monumenti più insigni del Medio Evo europeo; ebbe il patrocinio di Carlo Magno e possedette, nel periodo di massimo splendore, una vastissima porzione dell'Italia Centrale.
All'intemo del complesso abbaziale da qualche anno, come dicevamo, la British School di Roma sta conducendo scavi che si vanno rivelando di fondamentale importanza per una più chiara conoscenza della storia medievale dell'Abbazia. Dei tre gruppi il primo fondò Santa Vittoria di Matenano nelle Marche, il secondo fu trucidato a Rieti dai Saraceni e il terzo, che si era salvato a Roma, passato il pericolo tornò a Farfa sotto la guida di Ratfredo che, divenuto Abbate, nel 913 completò la chiesa. Farfa subì il saccheggio dei Francesi e nel 1861 la confisca da parte dello Stato italiano. Membro della commissione per il Corpus della Scultura Altomedievale del Centro internazionale di Studi sull'Alto Medioevo di Spoleto, membro del comitato scientifico della rivista Arte Medievale dell'Ist. Farfa era così un'Abbazia Imperiale, svincolata dal controllo pontificio ma vicinissima alla Santa Sede. Testimonianza eccezionale di questa cultura italica, per troppo tempo ignorata e tutt'oggi poco conosciuta, è il Cippo di Cures, unico esemplare di epigrafia sabina su pietra della fine del VI sec. Farfa si ebbe per opera dell'Abbate Ugo I (997 - 1038), non a caso con il contemporaneo rilancio imperiale ad opera della dinastia degli Ottoni.Farfa subì il saccheggio dei Francesi e nel 1861 la confisca da parte dello Stato italiano.